Nel 1992 Hélène Ehret (classe 1934) va in pensione e la prima cosa a cui pensa è realizzare il suo sogno: dedicarsi a tempo pieno al supporto delle bambine e dei bambini in difficoltà. Lo aveva deciso molto tempo prima, durante la II Guerra Mondiale. Lei era una bambina alsaziana in un orfanotrofio in cui subiva maltrattamenti e violenze.
Nel 1992 ha finalmente potuto onorare quella decisione. Per farlo sceglie di scrivere una lettera all’Arcidiocesi di Calcutta. Nel testo racconta la sua esperienza e il suo proposito: vuole aiutare i bambini indiani. A quella lettera risponde direttamente Madre Teresa, che le suggerisce di sostenerli attraverso l’adozione a distanza: solo così, le spiega, si possono aiutare i bambini senza portarli via da casa loro. Da quel momento l’Arcidiocesi è diventata un partner fisso di Missione Calcutta, Hélène ha da poco felicemente festeggiato 90 anni e l’associazione nel frattempo ha esteso le sue attività, prima agli amici e colleghi più prossimi, e via via a una rete sempre più ampia.
Donare qualcosa che diventa patrimonio delle comunità
Marialuisa Casella, l’attuale direttrice dell’APS, racconta che in più di trent’anni di attività Missione Calcutta ha sostenuto circa 10mila bambini indiani. Presto il sostegno a distanza è diventata solo uno dei modi in cui l’associazione supporta la comunità: “Abbiamo iniziato a fare interventi di cooperazione internazionale, realizzando piccole opere come un pozzo, o donando sedie a rotelle per persone con disabilità, distribuendo cibo e medicine, ma poi ci siamo allargati anche alla costruzione di infrastrutture importanti, come la scuola di Oodlabari, nel nord dell’India, che accoglie 2mila studenti. O diversi ospedali, sempre sul territorio indiano”.
“Se dovessi rispondere con un’immagine alla domanda ‘che cos’è Missione Calcutta’, – riflette Casella – sicuramente racconterei dello sguardo dei bambini quando vedono per la prima volta una scuola vera, fatta con mattoni, con i banchi, e non più un capannone di lamiera, senza luce, senza lavagne”. Le inaugurazioni, spiega, sono un momento speciale di ogni progetto, “non perché noi siamo bravi a costruire, ma perché vedi l’entusiasmo della comunità che sa che quella struttura gli resterà, diverrà sua”.
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Non solo in India: Thailandia, Kenya, Ucraina
Presto Missione Calcutta ha esteso anche i suoi confini geografici di intervento: in Thailandia, in Kenya e, da quando è scoppiata la guerra, anche in Ucraina. “L’ultimo progetto in ordine di tempo – racconta Casella – è stato finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e, tra le diverse attività, prevede anche l’allestimento di una clinica per la riabilitazione in Ucraina, a Ivano-Frankivs’k”. L’anno scorso, in India, è stata inaugurata Casa Hélène, dedicata proprio alla presidente e fondatrice. “Siamo nel Bengala Occidentale, in un’area rurale. La casa è un edificio a due piani: uno è dedicato all’accoglienza e all’alloggio delle donne vittime di violenza; il piano terra è destinato a un centro di formazione professionale in cucito, ricamo e artigianato locale, così che, una volta finito il percorso, le donne siano in grado di essere autonome economicamente”.
Missione Calcutta è impegnata nel supporto degli istituti creati in questi anni di attività come la clinica ortopedica di Rampurhat, in India, cui fornisce medicinali e macchinari, o il centro di formazione professionale per donne a Tanuku, dove le studentesse imparano il cucito e, al termine del loro percorso, ricevono una macchina da cucire perché possano lavorare in autonomia. “L’obiettivo – spiega Casella – è sempre garantire formazione per poi dare dignità lavorativa”.
Le attività in Italia
L’associazione opera anche in Italia, a Bergamo, dove nel 2024 ha aperto la sua grande sede operativa, luogo di uffici ma anche di attività per famiglie e minori del territorio. “Le attività a Bergamo – racconta la direttrice – sono iniziate già nel 2020. Eravamo la città più colpita dal Covid e da subito ci siamo chiesti in cosa potessimo essere utili. Di raccordo con le istituzioni locali abbiamo distribuito prodotti igienico–sanitari poi, subito dopo il lockdown, abbiamo organizzato delle gite per gli studenti di una scuola media in città”.
Oggi Missione Calcutta lavora in tre quartieri a Bergamo, dove organizza diverse attività in collaborazione con gli istituti comprensivi del territorio, ma soprattutto aiuto compiti e alfabetizzazione di donne straniere. “I nostri progetti partono dall’analisi delle necessità che ci riportano le scuole, le associazioni del territorio, le parrocchie, le istituzioni stesse”. Il corso di alfabetizzazione per esempio, racconta, è nato dalla richiesta di un’associazione locale che si occupa di gravi marginalità e distribuzione alimentare. “Il filo che unisce i nostri interventi all’estero ma anche qui in Italia – spiega – è l’attenzione alle comunità locali e l’ascolto del territorio”.
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Gli interventi nelle emergenze
Oltre all’attività ordinaria, Missione Calcutta si attiva anche in situazioni di emergenza. “Appena scoppiato il conflitto in Ucraina siamo intervenuti con la distribuzione di generi di prima necessità, il sostegno psico-sociale e l’allestimento di un centro di accoglienza per rifugiati in Polonia”. Anche in India, racconta, sono intervenuti in diverse emergenze legate alla crisi climatica, su richiesta dell’Arcidiocesi. Tutti gli interventi sono realizzati grazie al supporto di donatori grandi e piccoli: dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo alla Regione Lombardia, ma anche singole e singoli che, mettendo insieme tante piccole donazioni, riescono a contribuire a interventi molto importanti.
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Il rapporto con Banca Etica
L’associazione collabora anche con Mondeggi Bene Comune, un’associazione a tutela di un bene agricolo nel Comune di Firenze. «Ci occupiamo degli ulivi: i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie si impegnano a curare gli alberi, raccoglier le olive. Con l’olio prodotto sosteniamo l’associazione. Non è banale, così i ragazzi comprendono l’importanza delle radici e che non condividiamo solo un progetto artistico ma anche un modo di stare insieme, di crescere e conoscere il proprio territorio».
La relazione con Banca Etica, racconta Raffaele Loiacono, referente Banca Etica per il progetto, è nata a luglio 2023. “Banca Etica ci ha supportato in tutto”, racconta Casella. “Abbiamo trovato una grande collaborazione per l’apertura della nostra sede a Bergamo e in generale sono sempre celeri nel rispondere alle nostre necessità, soprattutto per anticipare le spese dei progetti istituzionali”. Grazie al supporto di Banca Etica, riporta Loiacono, l’APS ha potuto “affrontare iniziative di emergenza umanitaria per sostenere la popolazione ucraina nelle regioni di Ivano-Frankivska, Chernivetska e Odessa”.
“L’incrocio delle nostre strade – continua Loiacono – non poteva che far sbocciare una collaborazione attiva fra Missione Calcutta e Banca Etica, al momento erogando credito con questo progetto in Ucraina ma in futuro pronti per supportare anche altri progetti nel mondo. Ciò che emerge supportando Missione Calcutta (o realtà simili) ci fa riflettere e ci mette di fronte ad un bivio, scegliere di finanziare realtà come questa o chi finanzia le guerre con la produzione di armamenti? Mi sento di dire che noi (ed ovviamente io, parlo anche a livello personale) siamo dalla parte giusta della storia”.
Photo di Missione Calcutta
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