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Methis, scommessa vinta dai lavoratori

Methis, scommessa vinta dai lavoratori

In collaborazione con Corrado Fontana, giornalista di Valori.it

I lettori di questo blog dovrebbero ormai avere una conoscenza di base dei meccanismi e della sostanza dei cosiddetti workers buyout (wbo) o imprese recuperate. Una formula dietro la quale, prima e al di sopra di ogni tecnicismo, sta la vicenda personale di gruppi di lavoratori, i timori delle loro famiglie, la coesione di intere comunità, che si riappropriano di un bene per salvare e rilanciare il lavoro. Come è accaduto per Methis Office Lab, società specializzata in arredi per ufficio di gamma medio-alta di Caprara di Campegine (Re) ma, soprattutto, cooperativa sorta nel 2017 dalle ceneri di Coopsette, un grandissimo gruppo, simbolo dell’Emilia rossa e profonda, giunto a fatturare diverse centinaia di milioni di euro e crollato sotto una montagna di debiti, fino alla messa in liquidazione.

Ma c’è chi non si è arreso alla perdita dell’occupazione e alla desertificazione industriale, e ha scommesso sulla parte migliore di quell’esperienza, le persone. Come ci racconta l’attuale presidente di Methis Office Lab, Daniele Tazzioli. «Siamo una cooperativa nata da quel che rimaneva della divisione Methis arredamento ufficio di Coopsette costruzioni. In accordo con il liquidatore, sono stati garantiti degli esercizi provvisori perché la divisione non bruciava cassa e nel giro di due anni circa è nata la nostra iniziativa imprenditoriale, con la collaborazione di Legacoop Emilia Ovest. Una trentina di lavoratori hanno costituito la nuova società cooperativa, hanno preso inizialmente in affitto il ramo d’azienda e successivamente, nell’ottobre del 2018, l’hanno acquistato». Diversi passi decisivi per chi, fino al giorno prima, era dipendente e oggi è socio. Persone che hanno dovuto investire nel progetto la propria indennità di disoccupazione, avvalendosi del sostegno di partner e soci finanziatori: Cooperazione finanza impresa (Cfi), Coopfond, Borea e Banca Etica, che ha anticipato la NASpI ed è poi intervenuta nell’acquisto del ramo d’azienda e con l’apertura di linee di credito e anticipi fatture.

La scommessa dei lavoratori per ora è vinta. Tazzioli, alla domanda se la nuova impresa abbia o meno ingranato, ci risponde di sì, «…perché altrimenti, dopo tre anni e qualche mese,non saremmo ancora in piedi».Un periodo trascorso non senza difficoltà ma che, grazie a clienti nuovi e storici, dopo i primi due anni di bilanci fortemente negativi ha visto realizzare un sostanziale pareggio nell’esercizio 2019, aspettando la fine di questo 2020 per capire gli impatti della pandemia di coronavirus. Ma la scommessa è vinta anche per il territorio ed è una soddisfazione per Fabrizio Prandi di Banca Etica, che sottolinea come quello dei wbo sia «un tema su cui la nostra banca crede molto e su cui siamo particolarmente attivi. Solo sulla provincia di Reggio Emilia, in collaborazione con Legacoop Emilia Ovest, abbiamo finanziato 4 di queste iniziative. Questo ha permesso di dare un sostegno all’occupazione e di rilanciare un’attività senza disperdere il patrimonio di know-how accumulato in anni di esperienza».

E così ora Methis Office Lab può fare programmi d’investimento. Pensa a un re- branding che ne esalti gli elementi di innovazione, a rinnovare i prodotti ma soprattutto i processi, verso una maggior sostenibilità ambientale, punta su fornitori locali ogni volta che è possibile e ragiona – a medio termine – sul rafforzamento dei clienti all’estero (attualmente una piccola fetta di vendite tra Irlanda, Francia, Romania e Stati Uniti). E per fare tutto questo, conclude Tazzioli, «Abbiamo chiesto un finanziamento importante recentemente per il ricambio di macchinari e per investimenti sul sito produttivo, Banca Etica ha recepito che è importante non fermarsi e ci sta seguendo, nonostante alcune incognite sul futuro. L’affinità con la banca c’è, innanzitutto a partire dall’etica e dai valori del mondo cooperativo: sentiamo l’istituto vicino ed è innegabile che con loro ci troviamo bene».