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Comoda, Hi-Tech e social: disabilità secondo PandHora

Comoda, Hi-Tech e social: disabilità secondo PandHora

Metti insieme un team di sei professionisti, tra ingegneri biomedici e meccanici, e l’attenzione alle esigenze di comfort e praticità per le persone disabili che utilizzano una sedia a ruote. Aggiungi la propensione di Banca Etica nel dare credito a persone e progetti credibili, animati da entusiasmo e concretezza. Avrai come risultato una startup come Pandhora. Costituitasi in srl nel 2016, a partire dal lavoro dell’ingegner Stefano Troncone – attuale CEO della società –, Pandhora ha la sua base a Mercato San Severino (Sa) e collaborazioni per studi e progetti con le vicine università di Salerno e Federico II di Napoli. Ma soprattutto ha una mission ben definita: mitigare gli effetti della disabilità attraverso ausili per la mobilità che adottano soluzioni studiate ad hoc.

Azienda hi-tech, seguita fin dal principio da un acceleratore d’impresa calabrese chiamato Entopan, è cresciuta molto in pochi anni, e specialmente da quando, nel 2019, ha vinto il bando Innovare in rete di Banca Etica riservato alle startup innovative dal forte impatto etico e ambientale. «Abbiamo così cominciato a strutturarci maggiormente, grazie a un finanziamento di 500mila euro – spiega Nicodemo Di Pasquale –, realizzando la nostra unità produttiva e assumendo personale, creando così il nostro posto di lavoro e integrando tre nuove unità. Siamo riusciti a industrializzare la produzione della carrozzina superleggera Pevo, con schienale regolabile e una seduta ammortizzata in alluminio di derivazione aeronautica, resistente e molto flessibile, e un design ricercato. Inoltre abbiamo potuto progettare, produrre e mettere sul mercato un kit di motorizzazione esterno con propulsore elettrico, il Pandhora EP3, che – grazie a due nostri brevetti – integra nel parafango un cavalletto e dispone di un attacco estremamente facilitato per connettersi alle carrozzine».

Oggi Pandhora è chiamata nelle principali fiere mondiali di settore, partecipa con successo alle competizioni internazionali tra startup innovative e i suoi prodotti, costruiti con materiali di facile smaltimento e riciclo, rientrano nel nomenclatore degli ausili per disabili previsti dal servizio sanitario nazionale. «Tutti questi sono elementi che hanno favorito e consolidano la partnership finanziaria con Banca Etica – prosegue Di Pasquale –. Senza Banca Etica il nostro progetto sarebbe rimasto un sogno: unica tra tante porte cui abbiamo bussato, ci ha dato credito, comprendendo la bontà e l’etica del progetto. In particolare, il direttore dell’area centro-sud Giuseppe Sottile ci ha spronato a seguire un sentiero che, al di là di ogni fatturato, ci sta dando grandi soddisfazioni umane, perché vediamo le persone stare meglio grazie ai nostri ausili»

In questi anni Pandhora ha stabilito una rete commerciale di 68 distributori, tra rivendite di ortopedia e sanitari, in 22 paesi del mondo, ottenendo ottimi risultati nei Paesi dell’Est, particolarmente in Polonia. E negli ultimi mesi, nonostante il Covid, è arrivata in Argentina, Australia, Stati Uniti, Giappone, Turchia… Tutti segni concreti di un processo di allargamento e sviluppo che senz’altro sarà accelerato dall’accesso a ulteriori finanziamenti, ottenuti vincendo un bando di Cassa depositi e prestiti per il Sud, grazie al quale disporrà complessivamente di circa 1,3 milioni di euro. E ciò servirà a sostenere l’ingresso – già avviato – nel settore della riabilitazione robotica. Al centro si trova un prodotto già brevettato e in attesa di entrare in produzione, un esoscheletro robotico studiato per pazienti che hanno difficoltà deambulatoria. Si tratta di un macchinario costoso e richiesto dai centri di riabilitazione, e quindi non destinato all’utilizzo nella vita quotidiana.

E poi? C’è un ultimo aspetto che va sottolineato. L’attenzione di Pandhora alla comunicazione tramite social network (16 mila seguaci su Instagram, ma presente anche su altre piattaforme, Tiktok incluso). È un veicolo di messaggi e immagini sull’inclusione della disabilità che raggiunge particolarmente un pubblico giovane. E non è poca cosa.