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Finalmente Napoli riapre, in un Tric Trac!

Finalmente Napoli riapre, in un Tric Trac!

In collaborazione con Corrado Fontana, giornalista di Valori.it

Chi a Napoli è già stato per vacanza di sicuro se ne è innamorato e desidera tornarci, chi non c’è ancora passato da oggi ha l’occasione per visitare la città godendo di una esperienza di soggiorno coinvolgente. Perché, al di là della posizione favorevole in centro storico, la storia, le immagini e l’entusiasmo che emergono trattando di Tric Trac Hostel promettono molto al viaggiatore.

Un ostello coraggioso e moderno che ha avviato l’attività il 28 dicembre 2019 e dopo 24 ore di presenza sulle piattaforme di prenotazione del Web registrava già il tutto esaurito dei suoi 75 posti letto. Da allora ha vissuto 2 mesi di operatività straordinaria ottenendo il massimo dei voti sui portali turistici online, entrando nella lista dei tre migliori di Napoli per la sua categoria.
Fino al 27 marzo 2020, quando la scure del coronavirus ha imposto il lockdown alla città, e Antonio Coppola, uno dei 12 soci fondatori della startup cooperativa che gestisce l’ostello, così tracciava lo scenario: «È stata una breve stagione. Eravamo nel pieno di questa estasi quando ci è piombata addosso la pandemia. Il punto non è quando riapriremo ma da dove verranno i turisti. La maggior parte dei nostri ospiti arrivava da tutte le parti del mondo, dal Giappone alla Corea, dall’Ohio all’Inghilterra, dalla Finlandia all’Olanda, Paesi che devono ancora passare per questa via crucis che stiamo affrontando in Italia…».

E però oggi sembra rispuntato il sole anche sul golfo di Napoli e, pur tra le precauzioni richieste dalla situazione, le porte di Tric Trac Hostel si sono riaperte. Un segnale positivo per chi lavora e chi viaggia, per l’economia partenopea e, naturalmente, per un’avventura imprenditoriale che ha richiesto grandi investimenti (circa 1,5 milioni di euro complessivi) e un sostegno importante da parte di Banca Etica.

D’altra parte Coppola ha un legame di lunga data con l’istituto: «Sono stato uno degli attivatori di Banca Etica a Napoli, sono socio e, in qualche modo, anche promotore del progetto fin dal principio. Per me Banca Etica non era solo una opportunità: conoscendone il modo di lavorare, abbiamo avuto da subito la percezione che potesse comprendere il significato di ciò che stavamo proponendo». E infatti la banca ha creduto tanto convintamente nella giovane impresa napoletana da concedere oltre 700mila euro tra finanziamento e copertura lavori.

E i turisti ora ricominciano a chiedere informazioni, prenotare e occupare le stanze. Forse ci sono più italiani di prima in questa estate post – speriamo definitivamente – pandemia, ma non mancano gli arrivi da lontano. Ed è un bel segnale anche perché con Tric Trac Hostel la città ha ottenuto il ritorno alla vita di un bene rimasto fatiscente per oltre 25 anni in pieno centro antico, nella prestigiosa piazza Santa Maria la Nova. «Siamo a due passi dall’università, da via Toledo, da Piazza del municipio, dal monastero di Santa Chiara, da Spaccanapoli. La struttura poggia, tra l’altro, su una chiesa del XVI secolo di proprietà dell’arciconfraternita di Pellegrini, anch’essa abbandonata in stato di assoluto degrado in assenza di manutenzione».

L’edificio dove ora opera l’ostello è sottoposto al vincolo della soprintendenza ai beni culturali e artistici e ha richiesto una ristrutturazione complessa e costosa, rispettosa del contesto architettonico. Ma dai lavori è sorta una realtà ricettiva apprezzata dalle coppie con qualche anno alle spalle, e ancor più dai giovani. Un ostello dove non si respira semplicemente turismo: «La mattina a colazione puoi avere la sensazione di godere di uno squarcio sul futuro di un mondo possibile. Americani, tedeschi, colombiani, venezuelani, francesi… abbiamo avuto un gruppo di ragazze turche e di ragazze dell’Ohio, e poi sudcoreani, giapponesi… persone provenienti da Paesi anche tendenzialmente ostili tra loro che danzavano e cantavano al karaoke insieme», confida Coppola con soddisfazione.